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La comunicazione al tempo del web

Noi dietro al pc

Cosa succede quando ci mettiamo seduti dietro un pc o dietro lo schermo di un cellulare?
E’ bene chiederselo visto che attualmente gestiamo la nostra noia e organizziamo il nostro tempo libero in questa maniera. Sembra strano, ma ci rilassiamo o almeno così crediamo. Anni fa ci si riposava sotto l’ombrellone leggendo i giornali di scoop, ora apriamo Facebook, Twitter… E la vita privata delle persone più o meno famose ci balza agli occhi, quasi chiedendo di essere considerata e paragonata con la nostra. Qui nasce il primo problema: il confronto

Il confronto

Non mi stancherò mai di dirlo, il confronto viene spontaneo, è umano, ma quale confronto? nessuno ha vissuto la nostra stessa vita e vi ha reagito nello stesso nostro modo, siamo unici nel nostro modo di stare al mondo e sapete qual è il bello? per tutti è così, anche quelli che guardiamo e di cui invidiamo le vite, le scelte e le amicizie, anche loro sono unici e forse al nostro posto non avrebbero potuto né saputo “cavalcare la nostra onda” bene quanto l’abbiamo fatto noi! Se non esistono paragoni possibili o accettabili, esiste però la possibilità di partire dal confronto per ottenerne degli stimoli. A mio parere infatti il web potrebbe e dovrebbe essere utilizzato come strumento che possa spronarci verso ciò che ognuno di noi potrebbe fare, se solo volesse.

Possibilità

Purtroppo invece oltre che non prendere nulla dal web, quello schermo spesso si trasforma in un “filtro magico” di cui apprezziamo e ci teniamo stretti l’effetto disinibitorio. Molti infatti arrivano ad avere comportamenti che di persona non si permetterebbero mai, minacciando, deridendo, perseguitando, pubblicando foto come prima della diffusione della moda dei social non avrebbero fatto. Proiettano sugli altri le loro frustrazioni dando “in pasto” loro stessi, le loro reazioni, i loro pensieri, ad un pubblico spesso non selezionato e per questo, troppo vasto e poco attento alle buone maniere.

Soprattutto tra gli adolescenti, ma non solo, questa disinibizione viene confusa con la spontaneità. La disinibizione, al contrario della spontaneità, nega la possibilità di crescita personale, la capacità di empatia e comprensione. Non avendo quindi di fronte la persona con cui stiamo parlando, smettiamo di misurare le parole. Non ci impegniamo a dirle con la giusta intonazione ed ogni scambio diventa un semplice quanto superficiale e banale scambio di “parole” o “frasi fatte”.

Il web e i consigli per l’uso

Usare i social e il web in maniera diversa  è una cosa possibile, qualche consiglio per chi mi legge:

  • cercate di cogliere dal confronto con l’altro sempre nuove e positive possibilità di crescita personale;
  • cercate ogni giorno pagine o profili che possano aiutarvi a seguire il vostro percorso;
  • arricchite voi stessi senza bloccarvi alla prima difficoltà verso il cammino che vi condurrà al vostro obiettivo;
  • gli scambi di offese e di affetto teneteveli per uno scambio reale nel quale potrete crescere entrambi nel rapporto che state decidendo di portare avanti;
  • vi piace un posto che qualcuno ha visitato, un libro che qualcuno ha letto, un pensiero che qualcuno ha condiviso? Allora segnatevi il posto (potrete andarci), il libro (potrete leggerlo)… Alate il telefono per dire: “Giorgia la penso anche io come te, ci prendiamo un caffè così possiamo parlarne a quattr’occhi?”.

Obiettivi?

Il mio scopo era di darvi uno spunto di riflessione, un pc, un cellulare possono facilitare la vita, ma non possono sostituirla. Invece di leggere “delle persone”, “state con quelle persone” invece di proiettare su di loro le vostre frustrazioni. Il web può incrementare il modo in cui possiamo incontrare le persone, ma utilizzarlo in maniera sbagliata ci renderà quotidianamente più soli.
Ora uscite, fate esperienze e tenete presente che i ricordi durano molto di più dei pc e dei cellulari, oltre ad arricchirvi e a rendervi persone migliori.

 

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