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La favola dei Caldomorbidi

(versione rivisitata della favola originaria sui Caldomorbidi dal libro di Steiner, 1974).

Il paese dei Caldomorbidi

C’era una volta un paese, chissà dove e chissà quando, in cui tutti, ma proprio tutti, erano felici. Il segreto di questa felicità era una “cosa” chiamata Caldomorbido. Alla nascita infatti, ogni bambino riceveva un sacchetto, da cui ogni volta che voleva poteva tirare fuori un Caldomorbido. Poteva goderne o offrirlo a qualcun altro. I Caldomoribidi erano molto richiesti perché quando se ne riceveva uno si sentiva un meraviglioso tepore in tutto il corpo, un senso di benessere appagante. Coloro che non ne ricevevano con regolarità rischiavano di ammalarsi di una grave malattia che faceva inaridire l’organismo e portava persino alla morte. Essendocene in grande quantità le persone se li scambiavano di continuo e quando qualcuno ne sentiva il bisogno lo chiedeva senza remore.

Dicevamo che tutti erano felici, ma questo non è proprio vero… Infatti solo una strega, incattivita dalla felicità generale, trovava infatti piuttosto difficoltoso piazzare filtri e pozioni in mezzo a gente sempre felice e appagata, elaborò un piano malvagio e iniziò a  spargere la voce che se i Caldomorbidi avessero continuato ad essere offerti così generosamente sarebbero presto terminati. Una cappa opprimente di sospetto e inquietudine calò sul paese.

I Freddoruvidi

Col passare dei giorni le persone furono sempre meno disposte a donare Caldomorbidi agli altri, non se ne chiedevano più, ognuno si teneva stretto il suo sacchetto e le persone iniziarono ad essere tristi e sospettose. Molti quindi si ammalarono per carenza di calore e contatto e a nulla valsero i rimedi della strega, che seppure scocciata in precedenza dalla loro felicità non voleva comunque che la gente morisse… I morti non comprano filtri né pozioni.

Pensò quindi di iniziare a mettere in vendita i Freddoruvidi. Un sacchetto ad ognuno ed il gioco era fatto. I Freddoruvidi erano in grado di impedire che l’organismo si inaridisse, ma invece di offrire tepore e benessere donavano freddo e punture a chi li offriva e a chi li riceveva. Iniziarono quindi ad essere scambiati al posto dei Caldomorbidi e in breve tempo le vite tristi di quelle persone si allungarono e con esse le loro agonie e meschinità.

Il caso volle che a rovinare i piani della strega fosse una giovane donna che, capitata da quelle parti vi si stabilì ed iniziò, com’era sua abitudine e senza badare alle dicerie, a donare Caldomorbidi senza preoccuparsi di rimanere senza. Seguendo il suo esempio prima i bambini, poi i grandi, ricominciarono a scambiarsi Caldomorbidi, tornando così a sentirsi bene, amati e felici… tutti… tranne la strega… che esiliò in un luogo di cui nessuno chiese il nome.

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