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Totti. Cosa viene dopo il numero “10”.

Totti-day

Prendo spunto dalla giornata di ieri… il Totti-day, come molti lo hanno ribattezzato. L’addio alla carriera di calciatore di un uomo che per onestà, devozione e fedeltà è diventato, e molti dicono resterà, la leggenda di Roma!

Oltre il capitano

Molti calciatori hanno altri hobby, interessi, passioni, Francesco Totti oltre alla Roma e alla sua tifoseria ha avuto solo la sua famiglia! Proprio questo forse ha reso il suo saluto ufficiale all’Olimpico e ai romani-romanisti così commovente… Ció che era evidente, anche a me che di calcio non me ne intendo, era la sofferenza che quest’uomo di 40’anni. Lo stadio per una volta è stato teatro di dolori veri! Il dolore del Capitano non era quello di uno che fingeva. Era il dolore dell’uomo Francesco Totti protagonista di un pre-pensionamento non voluto e negli anni sempre rimandato e dei tifosi che da sempre l’hanno appoggiato.

Totti oggi

Totti oggi si trova ad essere troppo “grande” per coltivare una passione diversa dal calcio, ma allo stesso tempo è troppo giovane per “riposarsi”… Dovrá quindi cercare un’alternativa per reinventarsi fuori del suo ruolo di Capitano della Roma… Il suo dolore, le sue lacrime, ogni emozione, sua, dei familiari, dei tifosi, degli addetti ai lavori, traspariva dallo schermo fino ad arrivate al grande atto di fiducia di Francesco, quando con molta umiltà ha detto ai suoi tifosi di sempre di avere un po’ di paura…

“Questa volta sono io ad aver bisogno di voi”. Ha detto mostrando ai suoi tifosi che, quella maglia, quel ruolo di Capitano, se lo era già tolto di dosso, seppur con difficoltà, e si immergeva uomo fra gli uomini, tra i suoi simili a cui non chiedeva altro che sostegno. “Che la mia carriera diventi una favola da raccontare” non vuole essere dimenticato il Capitano, e questo di certo non succederà, per chi ha creduto in lui! A sorprendermi oggi oltre al discorso, sono i dolori dell’uomo Totti, dolori farciti forse da molta liquidità, ma pur sempre dolori! Ció che mi commuove è un uomo che non si vergogna di piangere di fronte alle telecamere e che ammette di aver paura (dite la verità, quanti di voi l’avrebbero fatto?).

Da Totti leggenda a semplice uomo

Un uomo che, sempre molto emozionato, chiede ai suoi tifosi di aiutarlo perché “con il vostro affetto riuscire a voltare pagina”… Per tornare da leggenda ad essere uomo. Francesco sa che dovrà affrontare le difficoltà che molti affrontano a 63-65 anni con il pensionamento nel tentativo di ricostruirsi… La difficoltà di mettere nuove foglie, senza cambiare radici e, seppure avrà delle difficoltà ad uscire dal ruolo di Capitano, sua seconda pelle, sono certa che troverà ad ogni angolo qualcuno che gli dica “daje Capita’” e allora lui, Francesco Totti potrà sempre (pur facendo qualcosa di molto diverso) riuscire a mettere in rete un rigore con il “cucchiaio”…

E sì, perché non dobbiamo dimenticarlo mai, le grandi persone, i grandi uomini, hanno avuto molti che hanno creduto in loro e li hanno sostenuti… Cosí hanno accresciuto la propria autostima, si sono riconosciuti bravi, competenti e sono diventati grandi… un augurio al Capitano è doveroso a questo punto.

Francesco se stai leggendo…

spero che nel tempo che potrai dedicare a te stesso riuscirai a trovare molte altre strade da percorrere. Spero che esse ti renderanno orgoglioso delle scelte che farai, come quella che hai fatto di restare a Roma, alla Roma e dei romani… Per questi 25-28 anni… già trascorsi… Grande storia, grande favola, grande commozione da parte di tutti, e non poteva essere altrimenti! In bocca… alla lupa Capitano!

 

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