Chi sono

AUTORITRATTO PROFESSIONALE E SVILUPPO FORMATIVO

Se siete in questa sezione del sito è perché siete curiosi di sapere chi sono e come sono arrivata a scegliere di fare ciò che faccio. Spero di essere esaustiva.
Mi chiamo Federica Serafini e sono una Psicologa Clinica e di Comunità iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio dal 7 febbraio 2007 con il n. 14640 nonché una Psicoterapeuta ad indirizzo analitico transazionale dal 7 dicembre 2012.
Verso i 25 anni ho iniziato ad esercitare la mia attività di psicologa privatamente in setting individuale a cadenza settimanale, con pazienti con diversi quadri diagnostici e di età diverse.
Ho svolto il primo semestre di tirocinio per la preparazione dell’Esame di Stato presso un’associazione Onlus che si occupava di: ricerche nell’ambito dell’Assistenza Sociale e Sanitaria; del disagio familiare mediante la mediazione familiare; di promuovere lo studio, la ricerca e l’attuazione di progetti per attività formative e di orientamento rivolti a scuole ed altri Enti pubblici. Ho poi svolto il secondo semestre di tirocinio presso il T.S.M.R.E.E. della ASL RMB dove con il mio Tutor mi occupavo di prevenzione, diagnosi, cura nel campo dell’età evolutiva e dello svolgimento di varie attività per il sostegno dei genitori di bambini con disturbi dello sviluppo.
Lo stress emotivo conseguente la laurea e la sensazione di sentirmi “irrisolta” mi ha portato a richiedere un aiuto psicologico. Ho così iniziato una terapia personale ad indirizzo Analitico Transazionale con incontri individuali a cadenza settimanale con la Dott.ssa Pasqua Perrone. L’AT è stata per me, fin da allora, un valido strumento teorico e metodologico di conoscenza personale di me stessa in relazione con l’altro. L’AT è quindi diventata la mia teoria di elezione e gli occhiali attraverso i quali ho imparato a guardare il mondo in modo più nitido e con uno sguardo diverso.
Da sempre sono stata attratta dalla Comicoterapia, un metodo di cura che utilizza, mediante l’aumento delle difese immunitarie e il miglioramento che passa attraverso il rapporto con il Clown-medico, lo scambio di emozioni positive per ampliare le possibilità di guarigione di un paziente ospedalizzato. Proprio in questo periodo ho deciso di partecipare ad un corso intensivo di 4 mesi conseguendo il Diploma Professionale di Clown Dottore riconosciuto dal MIUR. Questa è stata per me un’esperienza molto arricchente che oltre a darmi la possibilità di sperimentarmi e di conoscere mie capacità, di cui fino ad allora ignoravo l’esistenza mi ha permesso di rendermi conto che il “fanciullino” che viveva dentro di me, non mi aveva mai lasciata e da allora in poi ho deciso che mi sarei servita di quella parte “infantile” per affrontare le situazioni della mia vita dando il giusto peso alle cose, ma con la spontaneità e la leggerezza che deriva da un po’ di sano buon umore.
Ho avuto il mio primo avvicinamento teorico all’AT durante il primo semestre di tirocinio post-laurea partecipando ad un corso introduttivo all’Analisi Transazionale tenuto dalla Dott.ssa Raffaella Leone Guglielmotti; ho poi approfondito da sola per alcuni anni il mio interesse per questa teoria e, sicura della mia decisione, ho scelto di cominciare il mio percorso di Specializzazione presso l’istituto Auximon di Roma dove, oltre ad incontrare di nuovo Raffaella grande donna e professionista, ma soprattutto persona carismatica e determinante per la mia formazione e la mia crescita, ho conseguito il titolo nazionale di Psicoterapeuta specializzata in Analisi Transazionale.
Negli anni l’AT, che tanto è stata importante per me durante la terapia personale, ha risposto esattamente a ciò che cercavo e credevo potesse essere importante anche per i miei pazienti: un approccio dotato di struttura, contenuto e metodologia, che risultasse chiaro nella sua completezza. Pur essendo una persona entusiasta della vita, negli anni universitari mi ero convinta che quello “entusiastico” non fosse il temperamento “adatto” ad un terapeuta. Durante il percorso specialistico mi sono scontrata con questa mia visione del terapeuta “cupo specchio del dolore altrui” e grazie all’incontro con persone spontanee, serene e solari, i miei didatti (da Giorgio Cavallero, Raffaella Leone Guglielmotti, Antonella Liverano, Federica Guglielmotti, Raffaele Mastromarino, Pio Scilligo, Maria Grazia Milizia e molti altri…), ho potuto integrare non solo le esperienze fatte fino ad allora, ma anche le relazioni costruttive con le persone che ho incontrato, conosciuto e imparato ad apprezzare, durante la mia formazione dandomi finalmente il permesso di esternare quelle qualità che più si addicevano al terapeuta che sentivo di essere.
Ho svolto il primo anno di tirocinio della scuola di specializzazione in una comunità terapeutica per adolescenti con problemi psichiatrici. Dal secondo anno al quarto ho svolto il mio tirocinio presso la Cooperativa Antares 2000 che gestisce due case famiglia per minori allontanati dalle famiglie per problemi economici, di deprivazione emotiva, minori entrati troppo presto nel circuito penale e nuclei madri-figli bisognosi di sostegno e/o protezione. Di questa struttura ho molto apprezzato il buon livello educativo e la costante opera di maternage con cui l’equipe si relazionava ai ragazzi. Finito il tirocinio sono entrata a far parte a tutti gli effetti dell’equipe fino ad esserne diventata il Coordinatore con funzioni di gestione della struttura, organizzazione del personale, delle attività degli ospiti, gestione delle emergenze, contatti con i familiari, con i Servizi Sociali e il Centro di Giustizia Minorile.
Dopo due anni di sedute individuali con la Dott.ssa Perrone e l’ingresso nella scuola di specializzazione, ho scelto il Dott. Giorgio Cavallero per iniziare con lui una terapia di gruppo, come richiesto dalla mia scuola. Dopo quasi tre anni e ormai in procinto di specializzarmi ho dovuto cambiare nuovamente terapeuta, mi sono quindi affidata al Dott. Raffaele Mastromarino che attraverso la sua serenità mi ha potuto far scorgere scenari di me ancora mai focalizzati, con lui ho quindi riconosciuto e incastrato “gli ultimi pezzi del mio puzzle” ed ho potuto concludere la mia terapia contemporaneamente alla scuola di specializzazione.
Ciò che oggi faccio è cercare di essere per i miei pazienti la cucina nel tunnel… quel fascio di luce rassicurante che accompagna chi ha bisogno di guardare in modo diverso intorno a sé.

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